Il diabete mellito di tipo 2 (DMT2) è una patologia cronica in costante aumento su scala globale. Si caratterizza per l’incapacità dell’organismo di utilizzare in modo efficiente l’insulina che è la chiave nel controllo dei livelli di glucosio ematico o per la produzione insufficiente di questo ormone necessaria a mantenere la glicemia entro i valori fisiologici normali. Questa condizione colpisce milioni di individui e richiede cure mediche continue al fine di prevenire le gravi complicanze.
Fattori di rischio
L’obesità costituisce un fattore di rischio di primaria importanza poiché il tessuto adiposo in eccesso può contribuire in modo sostanziale alla resistenza insulinica. Questo significa che le cellule dei tessuti non rispondono allo stimolo indotto dall’insulina prodotta dal pancreas. Altri fattori di rischio comprendono la familiarità, il sesso (con una leggera predominanza dei casi tra gli uomini) e la sedentarietà.
La maggiore prevalenza si osserva negli individui di oltre 45 anni. Tuttavia, negli ultimi decenni si è assistito a un incremento dei casi anche tra le fasce di età più giovani, spesso in relazione a comportamenti alimentari non salutari e uno stile di vita privo di attività fisica.
La diagnosi
Si ha diagnosi di DMT2 quando si verificano una delle seguenti condizioni:
- Glicemia a digiuno al mattino con valore uguale o superiore di 126 mg/dl
- Emoglobina glicata (HbA1c) superiore a 6.5% (48 mmol)
- Glicemia uguale o superiore di 200 mg/dl dopo test da carico di glucosio
- Presenza di glucosio nelle urine (glicosuria).
Sintomi e complicanze
La progressione della malattia inizia con la resistenza insulinica e finisce con il diabete conclamato passando da periodi più o meno lunghi di iperinsulinemia. La resistenza insulinica è la difficoltà delle cellule a rispondere allo stimolo derivante dall’insulina. Mentre la iperinsulinemia è la sua concentrazione eccessiva nel sangue. Poiché i tessuti non rispondono allo stimolo, il pancreas produce sempre più insulina in modo da abbassare i valori di glicemia.
I sintomi possono risultare lievi o addirittura assenti nelle prime fasi. Tuttavia, a lungo termine, una gestione inadeguata della glicemia può condurre alla comparsa di altre patologie. Tra i sintomi più comuni si annoverano la polidipsia (aumento della sete), la poliuria (aumento della frequenza della minzione), l’astenia, la visione offuscata, la lenta guarigione delle ferite, comparsa di Acanthosis nigricans e il prurito cutaneo. Tra le complicanze più gravi ricordiamo la retinopatia diabetica, il piede diabetico, la nefropatia, le neuropatie periferiche e autonomiche e le patologie del sistema cardiocircolatorio.
Poiché i diabetici sono spesso in sovrappeso il rischio associato di malattia cardiovascolare e metabolica aumenta notevolmente. Non è raro che nel medesimo paziente ci siano ipertensione, steatosi epatica, fibrosi epatica, steatoepatite, ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia, apnee notturne, iperuricemia, sonnolenza diurna e psoriasi.
In alcuni casi, la condizione vascolare degli arti inferiori e così degenerata che diventano necessari interventi di amputazione.
Gestione della patologia
La gestione del paziente da parte dei medici, degli infermieri e dei nutrizionisti ha come obiettivi principali quelli di mantenere la glicemia entro parametri accettabili, ridurre il rischio di complicanze gravi e migliorare la qualità della vita dei pazienti. Solitamente, essa comporta una combinazione di modifiche nello stile di vita e terapie farmacologiche, calibrate in base alla gravità della malattia.
Un regime alimentare equilibrato, ricco di frutta, verdura e cereali integrali, riveste un ruolo cruciale. È essenziale monitorare attentamente l’apporto di carboidrati e in modo particolare gli zuccheri semplici e liberi, in quanto essi influenzano direttamente i livelli di glucosio ematico.
L’esercizio fisico regolare contribuisce ad aumentare la sensibilità insulinica e a controllare il peso corporeo. L’adozione di attività aerobiche come camminare, nuotare, andare in bicicletta e altre, viene fortemente raccomandata. L’attività fisica inoltre diminuisce la resistenza insulinica dei tessuti ed in modo particolare di quello muscolare.
La misurazione periodica dei livelli di glicemia è importante per adattare il trattamento nel breve e nel lungo periodo. I pazienti possono utilizzare monitor glicemici domiciliari o effettuare test di emoglobina glicata (HbA1c).
Nella maggior parte dei casi il trattamento farmacologico diventa obbligatorio. Possono essere prescritti farmaci antidiabetici orali (metformina, biguanidi, glitazoni,sulfoniluree e le glinidi, ecc.), l’insulina in varie preparazioni o i nuovi composti a base di analoghi del GLP-1 (liraglutide, lixisenatide, exenatide, dulaglutide, ecc.) al fine di mantenere i livelli di zucchero ematico sotto controllo.
Epidemiologia
Gli studi epidemiologici rivelano una crescente preoccupazione a livello mondiale. Nel corso degli anni, il numero di persone colpite da questa patologia è notevolmente aumentato. Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), si stima che nel 2021 vi fossero più di 420 milioni di individui affetti da DMT2 in tutto il mondo, una cifra destinata a crescere ulteriormente nei prossimi decenni.
I CDC (Centers for Disease Control and Prevention) di Atlanta calcolano che in USA ci siano 37.6 milioni di persone diabetiche e 96 milioni quelli con una condizione prediabetica. La popolazione nera non ispanica e quella ispanica hanno la prevalenza maggiore.
In Italia, secondo il Ministero della Salute, il fenomeno interessa 4 milione di persone ovvero il 6% dell’intera popolazione e si stimano in 1,5 milioni coloro che non hanno ancora avuto una diagnosi. Le regioni del sud e delle isole hanno una prevalenza maggiore di circa il 2% rispetto a quelle del nord.
L’epidemia di obesità (globesity) è stata una delle principali forze motrici. L’aumento dell’apporto calorico, il consumo eccessivo di zuccheri e uno stile di vita sempre più sedentario hanno contribuito in modo significativo.
Il Messico è un caso di studio significativo. L’aumento dell’obesità unito al consumo esagerato di bevande zuccherate ha registrato una delle progressioni del diabete più notevoli. Nel 2019 gli adulti diabetici erano 12.8 milioni e si stima arriveranno a circa 22.3 milioni nel 2045.
Mentre il DMT2 era precedentemente associato principalmente agli adulti di mezza età, negli ultimi anni si è assistito a un incremento dei casi tra i giovani e persino tra i bambini. Questa tendenza è particolarmente preoccupante, poiché il DMT2 è una malattia cronica che richiede una gestione a lungo termine con un impatto enorme sulla tenuta dei sistemi sanitari nazionali.
Prevenzione
È possibile ridurre il rischio adottando uno stile di vita salutare, caratterizzato da una dieta sana ricca in fibre e povera di grassi e zuccheri e attività fisica regolare. Bisogna, inoltre, limitare l’uso dell’alcol, controllare il peso corporeo ed evitare il fumo.
Si sottolinea ancora una volta che il movimento muscolare è una terapia molto efficacie e sempre raccomandata da tutte le linea guida internazionali. Infatti, i muscoli rappresentano il 40% dell’intero peso del corpo e sono i principali utilizzatori del glucosio e degli acidi grassi circolanti. Purtroppo, i pazienti non danno sufficiente importanza a questo aspetto del percorso curativo.
In conclusione, il DMT2 è una patologia cronica grave che necessita di continua attenzione medica e con mortalità elevata. La diagnosi precoce e una gestione efficace dei valori glicemici rivestono un’importanza cruciale. Fortunatamente, questa patologia è spesso reversibile ed un buon calo di peso può, già da solo, portare nei casi meno gravi ad una completa remissione.
Bibliografia
Epicentro – Istituto Superiore di Sanità – https://www.epicentro.iss.it/ 2023
CDC – Centers for Disease Control and Prevention – https://www.cdc.gov/ 2023
International Diabetes Federation . IDF Diabetes Atlas 9th edition 2019. (2019). Available online at: https://www.diabetesatlas.org/en/ (accessed June 4, 2022).
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Ministero della Salute – https://www.salute.gov.it/portale/home.html – 2023
SID – Società Italiana di Diabetologia – https://www.siditalia.it/ -2023
Foto di Steve Buissinne da Pixabay (stevepb)




